
Eccoci: come promesso continuo la riflessione su facebook prendendo in considerazione il social network come strumento di marketing.
Partendo dal principio per cui uno strumento del genere è pensato per essere accattivante in primis verso se stesso e quindi già in se racchiude un progetto di marketing, possiamo pensare agli sviluppi dell'uso dello strumento per i fini dei partecipanti, di altre società (quelle che vengono chiamate terze parti) che sviluppano applicazioni per la piattaforma stessa e di tutto l'universo di soggetti che interagisce in esso. La parola chiave della riflessione sarà proprio USO. La parola in se racchiude il segreto della tecnologia e degli strumenti che da essa ne scaturiscono: uno strumento è tanto migliore o funzionale rispetto al'uso che se ne fa.
Su questo, spero, nulla questio.
Pensiamo ad esempio all'uso dei questionari, dei test, dei giochini o anche semplicemente dei messaggi di stato (che fai in questo momento?): ce ne sono per tutti i gusti, e ognuno col preciso scopo di suscitare quanto più interesse rispetto ad una particolare fetta d'utenza. Che c'entra il marketing con il successo che può avere o meno un test o un giochino??? Presto detto: tutto ciò che deve farsi apprezzare ha bisogno di un progetto di marketing alle spalle. O comunque di una buona intuizione. Può capitare che, così a naso, si possa indovinare il giusto "marketing mix" senza stare lì a pensarci troppo.
Facebook è uno strumento modulabile. In questo il suo successo: ognuno può montare e smontare i pezzi come se fosse una creazione coi Lego, cambiare ogni volta il modo di presentarsi, il target da colpire etc. Gli sviluppi sono affidati non solo a facebook stesso, ma anche e sopratutto a chi vi partecipa, a chi sviluppa applicazioni, a chi invia suggerimenti etc. In principio è stato facebook a creare il bisogno di comunicare, adesso sono gli utenti a suggerire gli sviluppi futuri con l'uso stesso dello strumento. Un caro amico mi ribadiva pochi giorni fa la democraticità di questi strumenti facendo una riflessione sul precedente post di FB: possiamo scegliere di non usarlo! A differenza dei pesci, una volta buttata la lenza con tanto di esca, noi possiamo decidere se abboccare o no, dopotutto siamo ancora animali razionali giusto?
Ma il marketing serve proprio a questo: superare le reticenze di ciascuno nell'uso di un prodotto. Ne abbiamo parlato
qui.
Senza dubbio il social network è uno strumento di
viral marketing e con esso tutte le applicazioni che ci girano su. Simile alla febbre del sabato sera, vuole coinvolgerti e tu ti lasci prendere, ti incuriosisce. E senza nemmeno accorgertene sei coinvolto in toto. Forse la razionalità di cui prima si è dimenticata di farsi sentire. Forse non siamo poi tanto razionali. O almeno non tutti.
La malattia è degenerativa.
Ho visto persone svegliarsi e accendere il pc per controllare se si è ancora vivi a guerra di bande; ho visto persone mangiare con una mano e scorrere la bacheca con l'altra; ho visto persone che gestiscono 2 - 3 profili neanche fosse una multinazionale che applica la discriminazione perfetta dei prezzi; ho visto persone che mettono nel calderone contatti di ogni genere e altri che stappano bottiglie di spumante per aver raggiunto i 500 contatti: le stesse che poi non arrivano a festeggiare i 500 giorni di matrimonio...probabilmente. Siamo tutti infettati, e non c'è vaccino, mica è il virus dell'influenza. E'molto peggio, è il luna park dei marketing account.
Ci sono bacheche in cui si pubblicizza un prodotto, si consiglia un amico professionista, si commentano in bene e in male eventi e protagonisti, ci sono gruppi monotematici su marche...ci sono 30 gruppi di Marco Marfè: che tristezza! Considerazioni personali a parte, fb è il palcoscenico ideale per il
buzz marketing. Le due tecniche citate sono quanto di meglio disponibile per fare la fortuna di prodotti, servizi e chi più ne ha più ne metta. Attenzione però, c'è sempre il rovescio della medaglia. Questi sono strumenti davvero delicati. Avere il controllo delle masse è un'arte concessa a pochi e anche Gesù ebbe qualche problema a convincere il popolo della validità delle sua tesi, figuriamoci noi comuni mortali.
Dopotutto riuscì nel suo scopo, ma a che prezzo!
Senza scomodare ulteriormente chi tutto può, chiudo affermando che le masse non si possono comandare, ma si possono indirizzare (si come le pecore, acuta osservazione!). Bisogna dare però il giusto input, avere sangue freddo nei momenti difficili e saper bene entrare nella psicologia del pubblico. A volte basta un solo commento negativo a determinare le sorti di una campagna di marketing: meglio tenere a bada gli umori degli opinion leader e dei trend setter.
Conclusione V: Non sottovalutare il mouse (e il telecomando) ha più potere di quanto tu possa credere: il totale dei click conteggia anche il tuo!
Conclusione V bis: in rete c'è posto per tutto, anche per il Fragolone purtroppo :(