sabato 7 febbraio 2009

Post IV - FaceBook: social network o reality show?


Sono 5 gli anni ormai passati da quando Mark Zuckerberg, studente di Harward, dà forma alla sua idea: creare uno strumento che "ti aiuta a mantenere e condividere i contatti con le persone della tua vita". Pian pianino il faccialibro si è affermato sempre più, sopratutto a scapito dei diretti concorrenti tipo MySpace, e si è candidato a diventare il preferenziale strumento per le pubbliche relazioni. L'accorgimento avuto da Zuckerberg che ha reso così irresistibile l'uso (e l'abuso) di facebook è il principio della zero privacy: tutti sanno tutto di tutti! Su queste basi, Facebook non mi sembra molto lontano dall'essere la versione on-line del Grande Fratello. Si ok, facciamo delle distinzioni. Diciamo subito che la multimedialità di internet ci rende tutti osservatori ed osservati senza distinzioni, diciamo pure che non siamo chiusi in una casa a sopportarci l'un l'altro per arrivare ad avere un pò di popolarità ed un premio finale, inoltre possiamo decidere noi chi includere nello show e chi no, ma il principio resta lo stesso: da un lato si va a stuzzicare il vojeur che c'è in noi, dall'altro l'esibizionista. Ce n'é per tutti i gusti insomma, il professionista che amplia il suo bacino di contatti facendo sfoggio delle sue mille attività e conoscenze, la casalinga che si impiccia dei fatti della vicina andando a sfogliare gli album fotografici della festa fatta la sera prima, il ragazzetto geloso che controlla chi scrive sulla bacheca della sua fidanzata, le star in ascesa e/o discesa che soppesano la propria popolarità, ma anche chi lo vede come un semplice svago o un modo per scambiare due battute con gli amici... così fino all'infinito: una storia diversa per ogni amico aggiunto.
Ma avevamo davvero bisogno di facebook?
Si e no sono ovviamente delle risposte personali e ognuno avrà modo di argomentare la sua. Io non ho ancora deciso, ma nel frattempo sono iscritto da un paio d'anni e per il momento non lo sento come un peso da accantonare, ma fortunatamente nemmeno come un'ossesione.
Credo che facebook ci dia l'illusione di avere qualcosa sotto controllo. Andando sempre di corsa, affaticandoci a far rientrare sempre più attività nelle 24 ore, ci si dimentica spesso di mettere a fuoco le cose importanti e di curarne gli sviluppi. Abbiamo così, forse, la speranza che un semplice contatto virtuale ci possa scagionare dall'essere in netto difetto con chi meriterebbe di più la nostra attenzione. Minimo sforzo per un risultato tutto sommato sufficiente; tanto diciamoci la verità, se non mantenessimo quella relazione con facebook probabilmente non la manterremmo affatto. Di contro devo dire che grazie a facebook ho rintracciato persone che probabilmente non avrei più risentito e me ne sarebbe dispiaciuto.
Curiosità, egocentrismo, un'occasione di svago: tanti sono gli aspetti che si possono analizzare su questo fenomeno; per il momento mi fermo a questo ma presto arriverà una seconda e forse anche terza parte per completare la riflessione andando a vedere in particolare le implicazioni col marketing.



Conclusione IV: Puoi avere quanti contatti vuoi sui social network, ma i veri amici resteranno sempre pochi.

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