domenica 8 marzo 2009

Post VIII - Cultura in affitto: la prostituzione intellettuale del Belpaese


Proprio settimana scorsa mi trovavo qui a scrivere di Dubai e dei suoi mondi artificiali, di quanto queste realtà puzzano di plastica, di come sono vuote di sentimenti, quando mi ritrovo a leggere su La Repubblica che il governatore toscano Claudio Martini ha esortato gli Uffizi ad imitare il Louvre e ad affittare al museo di Abu Dhabi un po' di sue opere. Ma dico, vi rendete conto? Siamo un paese fatto di Storia, fatto d'Arte, di Cultura, come possiamo solo pensare di abbassarci ad atti di prostituzione intellettuale? Chi vive ed amministra l'Italia in questo momento nemmeno si accorge che è oberato dalle responsabilità. Prima di noi ci sono stati secoli che con i loro personaggi ed eventi hanno portato alla costruzione di quelle opere, quei luoghi, quelle correnti di pensiero e quel folkrore che rendono l'Italia unica nel suo genere. Siamo noi il Belpaese. Non possiamo metterci in vendita, non possiamo prostituirci per fare i comodi (sopratutto economici) del mondo 2.0.
Non solo una cosa del genere non è ammissibile per problemi etici e patriottici, ma anche per motivi puramente economici. E' elementare chiedersi perchè un emiro abbia la voglia di pagare fin anche 100.000 $ per avere un'opera a propria disposizione per un anno.
E' elementare chiedersi quale possa essere il mancato afflusso turistico a causa della mancanza di una o due opere nei musei fiorentini come in quelli di qualunque altra città.
E' elementare chiedersi a quanto ammonterebbe il mancato introito di tutti gli interessi commerciali che vivono e si organizzano attorno al turismo culturale di città come Firenze, Roma, Napoli e le altre.
E' elementare chiedersi perchè dover lasciare che gli altri possano costruire sulla nostra storia e sulla nostra cultura, mentre noi ci limitiamo a voler lucrare nell'immediato senza progettualità futura. Bisogna farlo sviluppare il nostro Paese, investire con oculatezza e lungimiranza, non metterlo all'asta e chi si è visto s'è visto (o meglio chi ha arraffato ha arraffato)!
Ben vengano progetti seri che siano mirati alla conservazione della cultura e alla riproposizione della stessa secondo le infinite possibilità che le tecnologie ci permettono. Il mondo 2.0 lo stiamo vivendo anche noi qui in Italia, non solo in Medio Oriente: se sono capaci loro, noi lo siamo pure. Il M.A.V. di Ercolano è uno splendido esempio di come la cultura e la tecnologia possano convivere. Bisognerebbe ispirarsi a questo piuttosto che alle iniziative del Louvre.

Conclusione VIII: Tutti hanno un prezzo; solo che quello di alcuni è vergognosamente basso.

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