La Natura. Ci avete mai pensato? Vi siete mai soffermati sulla parola? E siete mai andati oltre? Cioè, mi spiego meglio: ci fermiamo a pensare su che cellulare comprare, sul modello di macchina su cui investire, sui tassi degli investimenti... ma la Natura? E' una cosa che diamo per scontata! E a pensarci bene non è nemmeno una cosa. Le cose le costruisce l'uomo, la Natura non è una cosa: è di per sé un'idea, certo tangibile, ma è più di una cosa. La natura esiste da prima dell'uomo e anzi ingloba in se l'uomo stesso. Di conseguenza si potrebbe dire che l'uomo stesso è Natura. O forse è meglio dire natura. Con la n piccola, senza far rumore. Non voglia il cielo che quella con la N grande ci si rivolti contro. Sarà forse un fatto culturale, ma nel mondo occidentale la Natura è passata in secondo piano. In Giappone in questo periodo c'è la fioritura dei ciliegi (Sakura). Il periodo prende il nome di Hanami, osservare i fiori, che racchiude in sé il concetto. Il concetto è ovviamente quello di celebrare e rispettare la Natura. Rispetto alla cultura occidentale, il punto di partenza è opposto. Madre Natura, non quella di Bonolis, è davvero più grande di noi e in essa noi abbiamo avuto origine e tuttora esistiamo. E' un'entità da rispettare, un'idea-le a cui tendere. Indiscutibilmente anche in Giappone e un pò in tutto il "Sol Levante" ci sono degli errori, mica loro sono infallibili. La fioritura dei ciliegi difatti sta subendo degli anticipi sulla secolare tabella di marcia. Sarà un po' colpa del riscaldamento globale, sarà un po' colpa del fatto che anche lì il cemento aumenta (seppur con regole più rigide e grandi investimenti in tecnologia sostenibile), ma in oriente oltre a spuntare il sole, spuntano i primi problemini in fatto di ecologia. Ma il fatto stesso che queste anomalie si stiano verificando, sta ponendo le basi per raddoppiare gli sforzi in materia di ecologia: dalla raccolta differenziata con 34 cassonetti allo sviluppo di marciapiedi "verdi" passando per i giocattoli ecologici. Tutte queste sono opportunità, sono prodotti e tecnologie rivendibili anche all'estero e molto apprezzate dalla popolazione locale: in Italia stiamo ancora pensando se e quanto investire nelle università, come possiamo capire l'utilità di questi altri investimenti "secondari"? 
Speriamo che si inverta la tendenza nell'uso e nel consumo di Natura alle nostre latitudini e nelle nostre abitudini quotidiane: d'altra parte le grandi cose son fatte da piccoli gesti... come anche fermarsi a riflettere sulla bellezza della Natura e sulla possibilità di vivere in armonia (ho detto un parolone?) con essa piuttosto che colonizzarla e basta.
Conclusioni XI: Mi piacerebbe che un soffio di vento portasse a L'Aquila uno di quei fiori di ciliegio per ridare la speranza a chi crede che la Natura gli abbia portato via tutto. Vi sono vicino.
